'Pareidolia'

"Pareidolia"

Una recensione di Carmelo Consoli per la raccolta di poesie di Lorenzo Spurio

  • 05 maggio 2020
  • Libri
  • Antonio Gargano

La poesia di Lorenzo Spurio, che si svela in questo impegnativo e coinvolgente volume dal titolo Pareidolia (The Writer Edizioni, 2018), non concede al lettore pause di umano coinvolgimento, tensione emotiva, di adesione al suo tormentato tragitto esistenziale.

È dunque la sua una poetica di grande impatto sociale, forte contenuto etico oltre alla sua potente visionarietà, che nasce e si sviluppa all'interno di un'ancora più grande ricerca meditativa ed interrogativa sulle fondamentali tematiche dell'esistere dell'uomo nel tempo e nella storia.

Sfila, nei versi messi in campo, tutta la poliedrica personalità dell'autore, l'essenza della sua inquieta filosofia della vita che lo costringe ad una lunga ed estenuante inchiesta razionale e sentimentale sul tempo, sulla storia degli uomini e del loro comportamento all'interno della grande comunità. 

Ed allora Lorenzo Spurio intraprende un avvincente e doloroso viaggio non trascurando gli angoli più oscuri delle trame degli uomini per fissarne negli scatti memorie indelebili per l'oggi e il domani.

E lo fa con una parola tagliente, complessa, talora da leggere e rileggere per una completa comprensione, ma dalle mille sfumature umorali, emozionali, meditative, interrogative, ammonitive che affondano in una notevole profondità di pensiero.

Davvero un poeta dal linguaggio moderno, eccellente artigiano e cesellatore della parola.

Conseguentemente affronta un tragitto onnicomprensivo di mali e malvagità come esecuzioni sommarie, impiccagioni di anime innocenti, terribili naturalità, tremende guerre.

La sua indagine affronta a 360 gradi la questione ontologia e quanto da essa ne deriva sentimentalmente e razionalmente, scava e traccia l'umana inquietudine, i condizionamenti, le disfunzioni, le ambiguità sociali.

Una voce la sua combattuta tra silenzi, vibranti tonalità, condanne, proposizioni, fondamentali meditazioni e riflessioni sul groviglio e sul mistero dell'esistenza.

Dunque una poetica di raro spessore in cui ogni dramma umano è dichiarazione al mondo, accadimento da non dimenticare e rimandare alla storia e alla memoria di tutti, momento cruciale sociale ed etico in cui versi si protendono verso cime vertiginose di tematiche e liricità, armonia di grande fascino e suggestione.

Quattro le sezioni che compongono il grande affresco della voce poetica di Lorenzo Spurio in questo suo volume: “Affossamenti”, “Ecchimosi”, “Dedicatio” e “Pareidolia”.

Di notevole impatto comunicativo le prime due, il cui titolo, già ne segnala in anteprima, le precarietà, le ferite e ogni tipo di violenza che intacchi la dignità umana.

In sequenza assistiamo alle traversie e alle tragedie dei migranti per mare (il mare per Lorenzo Spurio è il grande contenitore in cui affondare la propria intensa trasmutazione poetica), poi alle esecuzioni degli egiziani copti da parte dell'Isis e ancora all’infinita dolorosa storia della città di Aleppo con il suo inaccettabile martirio, ma l'elenco continua a lungo ed in modo veramente drammatico.

Superata la fase di personale coinvolgimento con quelli che sono i misfatti, le colpe e i nefasti atteggiamenti morali di una malvagia società, il poeta sente la necessità di entrare in una cerchia esclusiva di grandi poeti con i quali e verso i quali avverte e condivide una particolare affinità ed empatia, certamente quelli più significativi per la sua formazione umana e poetica.

Passa dunque in rassegna famosi nomi come: Federico García Lorca, Antonia Pozzi, Julio Monteiro Martins, Amelia Rosselli, Alda Merini ed altri entrando nel vivo della loro anima artistica e umana, immergendosi nella loro poetica ed aderendo al loro percorso creativo.

Belle liriche tra cui “Nella magnolia”, dedicata a Federico García Lorca, nel 79mo anniversario della morte, dove chiude con fulminanti versi: “Quando sfioro il viola acceso/ che tinge il bianco estasiante/nella magnolia, parlo con te”. Lorenzo Spurio è anche l'autore che ha dedicato un bellissimo volume a García Lorca ed esattamente Tra gli aranci e la menta (PoetiKanten, 2016) che costituisce una suggestiva, tenera, accorata testimonianza verso la poesia e la vita del grande poeta.

L'ultima sezione, che dà il titolo all'intero volume, appare, se non ci si veste con gli occhi trasmutati del poeta, la più impegnativa da comprendere perché accede a dimensioni ignote, capta messaggi misteriosi, scopre particolari che apparentemente risultano insignificanti.

Occorre pertanto riflettere e sintonizzarsi sulle onde emotive dell'autore per entrare, come lui, in contatto con orizzonti misterici e invisibili, scoprire nuovi mondi in cui la vita assume forme più diverse, perché egli scrive del poeta: Non dice, ma sa/ non pensa, ma costruisce”.

Mi pare dunque che dalla piena maturità poetica e umana di Lorenzo Spurio sia nato un ottimo libro testimonianza, dal primo all'ultimo verso, della sua spiccata e rilevante personalità artistica, del suo impegno fecondo di uomo a favore della ricerca della bellezza e dell'armonia della vita. 

 

Carmelo Consoli

 

Firenze, maggio 2020                                          

 


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